Le cause della carenza di vitamina D possono essere malassorbimento, accentuate perdite e scarsa attivazione. Il metabolismo della vitamina D coinvolge dall’intestino, al fegato fino al rene. Se questi organi non hanno piena funzionalità, si può incorrere in una carenza della vitamina D dovuta ad un malassorbimento.
Patologie renali, epatiche o legate a un malfunzionamento dell’intestino come celiachia o morbo di Chron o una fibrosi cistica ne accentuano un malassorbimento.
La perdita invece è dovuta all’azione di alcuni farmaci quali gli antiepilettici, i glucocorticoidi, gli antirigetto, i retrovirali, la rifampicina (o rifadin un antibiotico)e l’iperico perforato.
E una scarsa attivazione si può avere sia per un’eccessiva obesità che può creare una sorta di “intrappolamento” della vitamina D nella massa adiposa impedendo così il normale iter all’interno del nostro organismo; ma soprattutto una limitata esposizione ai raggi solari diretti.
Si ricorda infatti che il 90% della vitamina D viene sintetizzata.
La prolungata esposizione ai raggi solari non determina una sindrome da eccesso che può verificarsi solo per un errore nell’integrazione protratto per settimane.
Fonte: “Vitamina D, carenza ed eccesso” è un articolo della dietista Sara Pappalardo su Verde Età, maggio/giugno 2016
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