A questa conclusione sono giunti i ricercatori della Ball State University di Muncie (Stati Uniti) dopo aver studiato tre gruppi di persone: il primo composto da 28 settantenni (sette donne) fisicamente attivi dagli anni 70 del secolo scorso, il secondo di loro coetanei tari e il terzo di ventenni attivi.
I muscoli degli anziani «sportivi» sono risultati simili a quelli dei ragazzi, con capacità aerobiche di circa il 40% più alte rispetto a quelle dei settantenni «da divano» e la loro salute cardiovascolare è risultata paragonabile a quella di individui di 30 anni più giovani.
Queste scoperte, ha commentato l’autore dello studio, Scott Trappe, direttore dello Human Performance Laboratory dell’ateneo statunitense, «suggeriscono che quello che ora consideriamo un normale deterioramento fisico con l’invecchiamento potrebbe, forse, non essere inevitabile» e che «l’esercizio fisico potrebbe aiutarci a costruire una riserva di buona salute ora, una riserva che potrebbe in futuro permetterci di rallentare o evitare la fragilità fisica».
Per questo saranno, ovviamente, necessari altri studi, in quanto la ricerca in questione, per esempio, non spiega se e quanto abbiano contribuito alle citate differenze di salute tra i gruppi i geni, il reddito, la dieta e altri fattori dello stile di vita.
Fonte: Ok Salute e Benessere, gennaio 2019
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