L’individuazione di un segnale neurale specifico in grado di capire quando i pazienti iniziano a camminare o si fermano potrebbe rendere più efficace, diminuendo anche il rischio di effetti collaterali, la terapia per combattere i sintomi motori del Parkinson (la Stimolazione celebrale profonda).
Quando un malato di Parkinson cammina, avviene un cambiamento di frequenza nelle aree del cervello in cui ha origine la malattia neurodegenerativa, che ora viene individuato immediatamente attraverso una nuova tecnica matematica sviluppata dai ricercatori.
Grazie a questo segnale, si potrà in futuro modulare la stimolazione cerebrale profonda per focalizzarla sui disturbi del Parkinson associati al cammino, creando una terapia flessibile, che sia in grado di capire lo stato e le necessità del paziente e, quindi, di adattarsi a queste.
Fonte: estratto da Ok Salute e Benessere, dicembre 2020
Fonte immagine: La malattia di Parkinson | Fondazione Umberto Veronesi (fondazioneveronesi.it)
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