Si tratta di una scoperta italiana, pubblicata su Nature Communications, che potrebbe rivoluzionare l’approccio a quella che molti considerano la malattia del secolo.
L’origine del morbo di Alzheimer non è da ricercare nella degenerazione delle cellule dell’ippocampo, l’area del cervello associata alla memoria, come finora si riteneva, ma nella morte dei neuroni nell’area collegata anche ai disturbi dell’umore.
Questa ricerca, portata avanti da un gruppo di italiani della fondazione IRC-CS Santa Lucia, del Cnr di Roma e dell’università Campus Bio-Medico, aggiunge un tassello importante nella comprensione dei meccanismi di avvio della malattia.
I ricercatori sono riusciti a chiarire i dettagli molecolari tra le cellule nervose che, con il tempo, provoca perdita di memoria.
Fonte: Più Sani Più Belli, maggio 2017
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