La prevenzione del melanoma si attua attraverso controlli periodici dal dermatologo, a evitare un’eccessiva e prolungata esposizione al sole e alle lampade UVA in assenza di protezioni solari alte. Di fondamentale importanza è l’opportunità, seguendo semplici linee guida, di poter fare una sorta di primissima autodiagnosi “fai-da-te”, che mette nelle condizioni ciascuno di poter individuare se, a occhio nudo, si notano eventuali segni di alterazione dei nevi.
È la diagnosi mediante la valutazione del cosiddetto metodo ABCDE, che si basa sull’osservazione di cinque parametri:
A = asimmetria
B = bordi
C = colore
D = dimensione
E = evoluzione del neo.
È importante, comunque, effettuare periodicamente (una volta l’anno) presso uno studio medico specialistico la mappatura di tutte le lesioni della pelle (anche sul cuoio capelluto, inguine, sotto la pianta e tra le dita dei piedi, che normalmente sfuggono alla nostra attenzione) con i sofisticati apparecchi di videodermatoscopia (la cosiddetta epiluminescenza), che hanno la capacità di computerizzare i dettagli delle lesioni poste anche al di sotto dell’epidermide superficiale, non visibili a occhio nudo, e i nei in movimento e valutarne gli eventuali cambiamenti nel corso del tempo.
Fonte: tratto da un bel servizio di Lilia Gentili su Più Sani Più Belli, giugno 2018 – con la consulenza del dottor Francesco Madonna Terracina, specialista in chirurgia estetica a Roma
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