Non esiste una sola forma di leucemia. Tutte però sono accomunate dalla crescita incontrollata delle cellule del sangue. Nelle persone affette da leucemia, in pratica, il midollo osseo perde la capacità di generare cellule normali ematopoietiche e produce cellule «impazzite».
Sulla base della rapidità con cui questo processo avviene, si distinguono le leucemie in acute e croniche. Nel primo caso, la malattia progredisce più velocemente. Mentre sulla base del tipo di cellula ematopoietica coinvolta, si distinguono le leucemie linfoidi e mieloidi.
Nel primo caso, la leucemia ha origine dalle cellule linfoidi del midollo osseo, dalle quali si sviluppano i linfociti (un gruppo particolare di globuli bianchi). La leucemia mieloide, invece, è innescata da alterazioni nelle cellule da cui derivano i globuli rossi, le piastrine e i globuli bianchi (progenitori ematopoietici) diversi dai linfociti.
Come indicato dall’Associazione italiana contro le leucemie (ail.it), in Italia si registrano due nuovi casi per 100mila individui per anno sta per la leucemia linfoide acuta sia per la mieloide cronica. Mentre l’incidenza della leucemia mieloide acuta e della linfatica cronica è di cinque nuovi casi per 100mila individui per anno.
Complessivamente, l’Associazione italiana registri tumori stima 9.100 nuovi casi di leucemie nel 2016.
Fonte: tratto da un servizio di Simona Regina su Ok Salute e Benessere, gennaio 2017
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