Non ci può essere un rapporto sessuale appagante se non viene coinvolta anche la mente. Il desiderio, infatti, nasce nella zona più antica dell’encefalo, il sistema limbico, che raccoglie i segnali provenienti dai cinque sensi (un odore, un bacio, una carezza o un’immagine) e dà inizio alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore responsabile (fra l’altro) dell’eccitazione e del desiderio sessuale.
Questo, secondo la sessuologa Roberta Giommi, fa sì che la donna consideri il sesso come una modalità di comunicazione. «Le donne hanno bisogno di una cornice, fatta di baci, carezze e parole, dentro la quale racchiudere l’atto sessuale», dice la Giommi, «mentre gli uomini, essendo più diretti e meno comunicativi, risultano anche meno sentimentali. Per loro l’atto sessuale è già corteggiamento».
Antropologicamente poi, al maschio è stato sempre imposto di avere una buona prestazione sessuale che, secondo il senso comune, consiste nel far raggiungere l’orgasmo alla compagna, senza soffermarsi troppo sul “resto”. Mentre, come abbiamo visto, il “resto” è il presupposto essenziale del piacere femminile.
A ben guardare, però, oggi questo divario si è accorciato: gli uomini, infatti, dedicano più tempo ai preliminari e le donne hanno cominciato ad essere più attive e coinvolte anche durante la penetrazione.
Fonte: Benefit, ottobre 2003
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