La lingua che parliamo dalla nascita condiziona profondamente la nostra visione del mondo e gli effetti sono molti di più e più vari di quello che si pensa.
La lingua è, perfino, in grado di incidere sulla nostra attitudine al risparmio: i cinesi non dispongono di un tempo verbale preciso per indicare il futuro, perciò hanno una propensione a mettere da parte il 30% in più rispetto a chi parla lingue più definite.
I primi si accorgono in media un anno prima di essere maschi o femmine perché la loro lingua assegna quasi sempre il genere alle parole, mentre in finlandese questo non accade.
Insomma, Skakespeare non aveva torto: ciò che chiamiamo rosa non profumerebbe così tanto se lo chiamassimo con un altro nome.
Articolo di Patrice Poinsonette – fonte Nuovo Consumo, marzo 2017
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