Il formaggio con la più antica tradizione? Il Parmigiano Reggiano!

Il parmigiano reggiano è il formaggio che vanta la più antica tradizione.

E’ uno tra i più pregiati e validi dal punto di vista nutrizionale. Non a caso è anche tra i più controllati: a partire dalle materie prime, dalle tecniche di lavorazione e di conservazione tutto il processo di produzione viene definito da apposite norme di legge.

Il latte, per esempio, deve provenire da allevamenti di aree geografiche esclusivamente della provincia di Parma, Mantova, Bologna. Deve inoltre derivare dalla mungitura della mattina e della sera ed essere parzialmente scremato.

Il parmigiano reggiano viene definito “formaggio semigrasso” (contiene infatti 28,1 grammi di lipidi ogni etto). Se confrontato con quelli di altri alimenti di origine animale, (carne bovina o suina), i suoi grassi risultano più facili da assorbire, grazie anche ai processi di maturazione e stagionatura.

È particolarmente adatto a chi pratica attività sportiva, ai bambini e agli anziani.

Esiste anche una ragione in più per darlo ai piccoli: alcune ricerche hanno dimostrato che il parmigiano facilita la proliferazione di un microrganismo, il bacillus bifidus, che aiuta a riequilibrare la flora batterica intestinale e a prevenire il rischio di gastroenteriti.

Il parmigiano può essere un alimento prezioso per le persone che soffrono di colite.

Durante la lenta e lunga maturazione, le proteine del parmigiano (che sono di alta qualità e simili a quelle presenti nel latte vaccino) subiscono una lenta demolizione da parte di batteri ed enzimi che le rende più digeribili.

Il parmigiano vanta una presenza elevata di vitamine, in particolare A, B6 e B12, essenziali per la moltiplicazione delle cellule e per la produzione dei globuli rossi, e di sali minerali. A fare la parte del leone è il calcio, indispensabile per la salute di denti e ossa e per la prevenzione dell’osteoporosi.

Fa ingrassare?

L’importante è sapersi controllare nelle quantità e sapere attribuire al parmigiano il giusto ruolo a tavola.

Non va considerato come alimento di fine pasto, ma bensì come un secondo. Una porzione da 50/60 grammi forniscono circa 190/230 calorie e ben 17/20 grammi di proteine, (quasi l’equivalenti a 1 etto di carne).

Gli esperti dell’Istituto Nazionale della Nutrizione consigliano di consumarlo, come secondo piatto, un giorno sì e un giorno no.

Il parmigiano, se tenuto a lungo in frigo, può cambiare consistenza e diventare più farinoso. Per evitare che ciò accada basta conservarlo in un contenitore di plastica per alimenti.

Per ulteriori informazioni, visita:

La redazione di Bellezza & Benessere consiglia: Parmigiano Reggiano. 50 ricette facili (Academia Barilla)

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