Si chiamano Trigger Point perché come dice la traduzione della parola, sono “punti grilletto”, che se premute, sparano il dolore a distanza. È un Trigger Point il muscolo del collo che quando premuto viene sentito dal paziente nella tempia.
È un Trigger Point quel punto doloroso del muscolo lombare che se premuto viene sentito nella gamba, è un Trigger Point quel muscolo della scapola che quando premuto viene percepito sullo sterno. Sono delle piccole contratture che si formano nei muscoli generando, come conseguenza, malessere cronico.
Hanno origine in seguito a uno stress, una postura scorretta, un incidente, una caduta, una malattia, una tensione emozionale, una carenza nutrizionale, ecc. Ci sono poi punti attivi e punti latenti, che possono entrare in gioco solo a determinate condizioni, e ci sono punti principali e secondari.
La Terapia dei Punti Trigger è stata ideata da terapeuti americani negli ultimi decenni e consiste nella stimolazione tramite pressioni manuali, lente e di tipo diverso in quanto a intensità, su determinati punti della struttura miofasciale muscolare (riconoscibili al tatto per la loro dolorabilità e maggior densità tessutale).
In questo modo i dolori nel giro di qualche trattamento scompaiono.
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