Sebbene la maggior parte delle ricerche sui possibili campi d’azione della flora intestinale siano ancora compiuti sui topi, non mancano le evidenze che lasciano presagire un ruolo da parte dei batteri intestinali sul comportamento.
Un insieme di dati che lascia la porta aperta ad applicazioni terapeutiche, tra cui l’uso di antibiotici e probiotici per la cura dei disturbi psichiatrici.
Una ricerca ha confermato l’esistenza di una fitta rete di scambi tra l’intestino e il cervello, in grado di modulare il rilaschio di citochine e neurotrasmettitori che influenzano i comportamenti dell’uomo.
Fonte: tratto da un articolo di Loredana Del Ninno su La Nazione, 11/09/16
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