√ Nella stragrande maggioranza dei casi, in gravidanza la pressione arteriosa, e in particolare la “minima”, tende a diminuire rispetto a quella registrabile in condizioni normali. Solo alcune settimane prima del parto i valori possono subire un lieve aumento.
Anche se in linea generale l’innalzamento della pressione arteriosa non è un fenomeno che caratterizza lo stato di gestazione, è importantissimo che la futura mamma, come misura precauzionale, si sottoponga al controllo della pressione ogni 15 giorni a partire dal primo mese.
√ Il verificarsi di un aumento della pressione superiore ai valori normali (140/90 mmHg) può infatti compromettere il buon andamento della gravidanza e lo sviluppo del bambino. Più precisamente l’ipertensione può arrestare la crescita del feto e, nei casi peggiori, può causare il distacco precoce della placenta, che è l’organo che porta nutrimento e ossigeno al feto.
√ Può inoltre interferire pesantemente sull’attività dei reni della donna aprendo la strada al rischio di gestosi, una seria malattia della gravidanza caratterizzata da un innalzamento della pressione associato alla presenza di albumina nelle urine (l’albumina è una sostanza normalmente assente nelle urine: la sua presenza indica che i reni funzionano con difficoltà).
√ Questo spiega perché sia così importante sottoporsi regolarmente alla misurazione della pressione, che è bene venga effettuata da personale competente (per esempio il farmacista).
√ E’ fondamentale, inoltre, che fin dalle prime settimane di gravidanza la futura mamma osservi le semplici regole che permettono di prevenire l’ipertensione. Vediamo quali sono.
Gli specialisti, in presenza di un’ipertensione lieve durante la gravidanza, prima di prescrivere l’assunzione di farmaci antipertensivi, consigliano alla futura mamma di abolire il sale, di stare a riposo a letto e di ridurre il più possibile il consumo di zuccheri e grassi. In molti casi, se l’aumento di pressione non è particolarmente rilevante, tali accorgimenti da soli risultano sufficienti a migliorare la situazione.
Se invece i valori pressori tendono ad aumentare ancora oppure si mantengono costantemente, se pur lievemente, al di sopra di quelli normali diventa necessario sottoporsi a una cura a base di farmaci antipertensivi, la cui assunzione non compromette il buon andamento della gravidanza.
Fonte: speciale “Pressione Alta”, allegato a Viversani e Belli n°2/1997
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