Si tratta di una serie di test rivolti sia alla donna sia all’uomo, ritenuti fondamentali per tutelare la salute del feto soprattutto in presenza di uno o più fattori di rischio.
«Il primo passo da compiere è fissare un appuntamento con il proprio ginecologo, il quale valuta le condizioni di salute della futura mamma, la storia clinica di entrambi i partner e raccoglie informazioni in merito alle rispettive famiglie», spiega Rossella Nappi, professore ordinario di clinica ostetrica e ginecologica all’Università degli Studi di Pavia.
«Si procede con una visita ginecologica, spesso associata a un Pap test: la prima è totalmente gratuita mentre il secondo lo è solo se la donna ha più di 24 anni e non lo ha effettuato negli ultimi tre anni».
Alla coppia, poi, viene proposto un prelievo di sangue venoso non solo per monitorare i valori di emocromo, glicemia ed elettroforesi delle emoglobine ma anche per ricercare gli anticorpi di rosolia, sifilide, toxoplasmosi e Hiv.
Fonte: estratto da un bel servizio di Chiara Caretoni, su Ok Salute e Benessere, maggio 2019
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