La gotta non va trascurata, può favorire patologie cardiovascolari e ictus, favorisce l‘insorgenza del diabete e ha effetti negativi sulla pressione arteriosa e sulla funzionalità renale.
Dagli studi epidemiologici emerge che la gotta è ancora oggi molto diffusa, tanto che rappresenta l’artrite più frequente e dolorosa nell’uomo.
Si tratta di una malattia del metabolismo, dovuta a un eccesso di acido urico nel sangue e nei tessuti (iperuricemia). Questa eccedenza comporta un deposito di urato, che causa a sua volta la formazione di cristalli, responsabili di una reazione infiammatoria molto potente a carico delle articolazioni e dei tessuti.
L’acido urico è una sostanza di “scarto”.
La maggior parte viene filtrato attraverso i reni ed eliminato con le urine, mentre il resto confluisce nell’intestino e viene scartato mediante le feci. L’iperuricemia può causare la gotta, sebbene non tutte le persone che presentano un eccesso di acido urico nel sangue sviluppano questa patologia.
Negli adulti, cioè dai 18 anni in poi, il valore normale di acido urico nel sangue è di 6 mg/dl: se i livelli superano questo parametro, è presente iperuricemia ed è probabile che si formino i cristalli di urato, responsabili della gotta.
A ciò si può associare un’alimentazione incongrua, dovuta al consumo sregolato di alimenti ricchi di purine, e l’assunzione di alcuni farmaci particolari come i diuretici, largamente utilizzati come antipertensivi.
LA RICERCA DEI CRISTALLI
Per diagnosticare la gotta bisogna innanzitutto sottoporsi agli esami del sangue, per verificare i livelli di acido urico e, di conseguenza, capire se è presente iperuricemia. In secondo luogo, lo specialista può aspirare il liquido sinoviale presente nell’articolazione e analizzarlo al microscopio: in questo modo si scopre se ci sono o meno i cristalli di urato.
La gotta è una malattia prevenibile. Se una persona sa di avere iperuricemia, può attuare alcuni accorgimenti: bere almeno due litri al giorno di acqua, evitare i superalcolici, seguire una dieta bilanciata e mantenere il peso corporeo entro i limiti consigliati.
La prima preoccupazione è spegnere l’infiammazione: il farmaco più indicativo per fare ciò è la colchicina, che si somministra a basse dosi (perché può provocare disturbi gastrointestinali). Se la persona è intollerante al medicinale, si possono prescrivere antinfiammatori non steroidei (FANS) oppure farmaci corticosteroidei per 3-4 giorni.
Quando l’attacco acuto sta passando, bisogna curare l’iperuricemia, cercando di ridurre i livelli di acido urico: lo specialista può optare per farmaci in grado di inibire la sintesi dell’acido urico o favorirne l’eliminazione per via urinaria.
Fonte: “Gotta: la “malattia dei re”!” è un articolo di Leonardo Punzi, professore di Reumatologia e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Reumatologia presso Azienda Ospedaliera Università di Padova – tratto da Più Sani Più Belli, aprile 2017
Fonte immagine: Iperuricemia-Gotta – Farmacie Ravenna
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