C’è chi adora i gatti bianchi, elegantissimi, chi preferisce quelli neri, affascinanti pantere in miniatura, ci sono i fan dei tigrati, i più comuni e di quelli rossi, dall’aria simpatica e un po’ guascona.
«Il coloro e il pattern, cioè il disegno, sono determinati da alcuni geni», spiega Sonia Campa, autrice del libro L’Insostenibile tenerezza del gatto.
«Tutti i gatti domestici, in origine, avevano in comune il mantello ‘di base’, marrone con striature nere, che gli anglosassoni definiscono wild type (e noi tigrato). E’ ancora oggi il più diffuso, perché consente ai mici di mimetizzarsi più facilmente. Si ritiene che le variazioni di colore al tipo wild siano state successive all’avvicinamento all’uomo».
Sintesi dell’articolo di Laura Zoccoli – fonte Starbene, 28 novembre 2016
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