L’insoddisfazione del proprio aspetto fisico portata all’estremo può sfociare in una psicopatologia, detta dismorfofobia: un disturbo psichico che comporta un allontanamento tale dalla realtà, per cui, ad esempio, anche se magrissimi, allo specchio ci si vede sempre grassi, o, pur se muscolosi, flaccidi e mingherlini. Il corpo, in sostanza, diventa portavoce di una profonda sofferenza interiore, per cui quello che si vede non è più ciò che realmente è.
«Alla lunga la sofferenza può risultare anche fatale, è importante quindi riconoscere per tempo i campanelli di allarme, come preoccupazione ossessiva del peso, bisogno continuo di guardarsi allo specchio e costante insoddisfazione per quel che ritrae, e ricorrere a un aiuto professionale. Per chi è più introspettivo è adatto un percorso attraverso la tecnica psicoanalitica, per chi ha una personalità più razionalistica è meglio optare per la tecnica cognitivo-comportamentale».
Fonte: tratto da un bel servizio di Federica Sciacca su Ok Salute e Benessere, aprile 2017 – con la consulenza dello psicologo Roberto Pani
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