Un piccolo test potrebbe essere quello di indagare, innanzitutto, se uno dei suoi genitori è allergico ai pollini.
Se così fosse, la probabilità che il “raffreddore di primavera” di Monica sia di natura allergica sarebbe elevata. Poi ci sono altri segnali di riconoscimento evidenti, come gli occhi che lacrimano e prudono e le mucose arrossate.
Tra l’altro, nei soggetti allergici — e non tutti lo sanno — anche il consumo di alcuni cibi peggiora la situazione. La
ragione è che esiste una somiglianza tra le proteine di alcuni pollini e quelle di certi alimenti, che viene definita come “allergia crociata“.
L allergia può essere subdola e comparire inaspettatamente anche a cinquant’anni. Nel dubbio, basta eseguire un “test in vivo” in un laboratorio d’analisi, come il prick test, o test cutaneo, che consiste nell’applicare sugli avambracci una serie di gocce di vari estratti di piante allergeniche.
Nelle forme più acute la vaccinazione profilattica (immunoterapia allergene-specifica) è l’unico rimedio contro l’insorgenza dei disturbi. Quella sub-linguale è la più utilizzata e va iniziata tre mesi prima del picco allergico e continuata per il periodo della fioritura.
Per le graminacee è disponibile un tipo di vaccino che contiene le 5 maggiori specie ed è risultato capace di fornire una maggiore copertura. La caratteristica più importante dell’immunoterapia è che modifica, con i suoi meccanismi immunologici, la reattività all’allergene specifico e che i risultati ottenuti si mantengono nel tempo.
Chi non si fosse cautelato con la prevenzione, può comunque contare sull’aiuto dei farmaci, da scegliere in base ai sintomi. Si va dai decongestionanti nasali, da utilizzare per un breve periodo, agli antistaminici, in grado di bloccare l’istamina, sostanza che il corpo libera in seguito alla reazione allergica. Nelle forme più acute e fastidiose, si utilizzano i cortisonici, che svolgono un’azione antinfiammatoria, o i broncodilatatori in caso di asma.
Per chi vuole monitorare in tempo reale la situazione pollini in tutte le regioni di Italia: visitare il sito www.pollinieallergia.net e cliccare sulla voce “Bollettino polline”. Per ogni pianta si possono calcolare i valori di concentrazione pollinica della settimana in corso fino al week-end e ottenere anche la tendenza (in aumento, in diminuzione o stazionaria). Per gli smartphone scaricare l’App “Bollettino pollini” da play.google.com
Fonte: un articolo del dottor Cristoforo Incorvaia, specialista in allergologia a Milano, tratto da Più Sani Più Belli, marzo 2018
Fonte immagine: https://www.nasochiuso.com/newspress/maledetta-primavera-falsi-miti-e-buone-pratiche-per-gli-allergici/
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