«Per mantenere il cuore in buona salute l’ideale sarebbe avere un livello di colesterolo LDL (quello “cattivo”, che si deposita nelle arterie) sotto i 135 mg/dl e un livello di colesterolo HDL (quello “buono”, che invece le tiene pulite) superiore ai 55 mg/dl.
Oltre al colesterolo introdotto con gli alimenti, vi è infatti quello endogeno sintetizzato dal fegato. Se per uno strano scherzo del destino questi lavora troppo, il tasso ematico è elevato anche seguendo una dieta povera di grassi. Che fare allora se si scopre di essere geneticamente penalizzate?
«Innanzitutto occorre incrementare l’attività fisica, per “bruciare” più colesterolo», risponde Magrini. «Se ciò non bastasse, via libera ai farmaci che lo abbassano».
Fonte: estratto da un vecchio numero di Starbene Collezione n°15/2007, con la consulenza del professor Fabio Magrini, allora Direttore della Seconda Scuola di Cardiologia dell’Ospedale Maggiore di Milano
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