Un farmaco che rende più intelligenti?
Non è fantascienza, ma una possibilità sempre più vicina alla realtà. I ricercatori dell’università di Stanford negli Stati Uniti hanno manipolato la PirB, una proteina che si trova nelle cellule cerebrali e che ha la particolarità di ostacolare la capacità di apprendere nuove competenze. Alterando la funzione normale di questo recettore gli studiosi si sono accorti che il cervello faceva connessioni più rapide. In pratica, diventava più performante.
La molecola PirB è stata modificata grazie a tecniche di ingegneria genetica e attraverso l’uso di principi attivi specifici. La sfida sarà applicare la stessa tecnica all’uomo.
Fonte: Viversani e Belli, 28/11/14
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