Questa proteina, che contribuisce al funzionamento dei neuroni del cervello, nei mutati di Alzheimer si accumula in maniera anomala nei cosiddetti ammassi neuro fibrillari, grovigli che danneggiano le cellule cerebrali.
Lo studio, condotto su topi e scimmie, ha messo a punto una molecola capace di ridurre i livelli della proteina Tau, prevenendo e, in alcuni casi, invertendo il danno neurologico.
Fonte: Più Sani Più Belli, marzo 2017
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