Gli autori di questa review affrontano un interessante problema di carattere generale: può essere considerato favorevole il ruolo nutrizionale degli alimenti a base vegetale che, pur rappresentando alternative ai corrispondenti alimenti di origine animale, per la loro complessità formulativa, o per il loro processo produttivo, sono definiti “ultra-processati” secondo la classificazione NOVA?
Nel caso specifico dei prodotti a base di proteine della soia, dall’analisi della composizione di alcune referenze disponibili sul mercato statunitense emerge una risposta complessivamente positiva.
Infatti, nonostante la grande variabilità che caratterizza la formulazione di questi alimenti, e di conseguenza il tenore dei diversi nutrienti, la densità energetica di un burger a base di soia è generalmente in linea con quella della carne bovina; la quota proteica è comparabile, perlomeno dal punto di vista quantitativo, o in alcuni casi superiore.
Più variabile è invece la componente lipidica, che in alcune referenze è rappresentata in buona parte da insaturi. Distintiva, infine, dei burger vegetali è la presenza di carboidrati, oltre che di fibra, che in alcuni casi è in concentrazioni significative, compatibili con un possibile effetto saziante del consumo di alternative alla carne a base di soia.
Per quanto concerne invece le bevande alternative al latte, la situazione è di una sostanziale equivalenza nutrizionale, dal punto di vista quantitativo, con il latte parzialmente scremato. Sul piano qualitativo, i prodotti vegetali si differenziano per il contenuto di grassi prevalentemente insaturi e di saccarosio invece che lattosio.
Anche estendendo il confronto ad aspetti nutrizionali più raffinati, come la risposta glicemica, la qualità delle proteine, la capacità saziante e la sostenibilità ambientale complessiva, i sostituti degli alimenti di origine animale a base di soia mostrano caratteristiche globalmente favorevoli.
Gli autori concludono pertanto che la crescente tendenza a demonizzare questi specifici alimenti in quanto ultra-processati, indipendentemente dalle loro caratteristiche nutrizionali, non è sostenibile sul piano scientifico, e suggeriscono di ripristinarne una valutazione di carattere nutrizionale rispetto alla semplice valutazione qualitativa in base al processo produttivo adottato.
Una ricerca di: Messina M, Sievenpiper JL, Williamson P, Kiel J, Erdman JW.
Adv Nutr. 2022 Jun 1;
Fonte notizia: Nutrition Foundation of Italy, a questo link trovi lo studio anche in inglese.
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